Referente del progetto: Nino Gullotta

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ETNA : TRA SCIENZA E MITO

Il comitato scientifico centrale del Club Alpino italiano ha individuato il vulcano Etna come luogo nel quale realizzare nel 2019 il corso nazionale di aggiornamento dei propri titolati. La scelta e’ stata dettata del fatto che ricorrevano i 20 anni dalla organizzazione del primo corso nazionale promosso in Sicilia dal Comitato Scientifico alle Madonie nel 1999. Grazie alla magistrale capacita’ organizzativa di Antonino Gullotta, onc   della sezione CAI di Giarre   , con l’importante   supporto   delle sezioni Etnee , del GR Siciliano ed il costante l’impegno del nostro consigliere Alberto Liberati ,   gli operatori naturalistici culturali del comitato scientifico convenuti   a Linguaglossa dal 4 al 7 luglio hanno partecipato ad un'importante esperienza formativa realizzata in un luogo che come pochi altri coniuga il mito con la   piu’ avanzata ricerca scientifica. Questo intreccio tra mito e scienza costituisce uno dei risvolti piu’ significativi di questo corso nazionale poiche’ ha schiuso ai partecipanti le piu’ profonde radici della civilta’ mediterranea che attorno al culto di Efesto e le forze primordiali personificate dai Giganti ha costituito le basi della moderna cultura scientifica .

Il rigore formativo delle relazioni , tenute da un pool altamente qualificato di geologi ,vulcanologi ,botanici e responsabili tecnici del parco dell'Etna, ha consentito di acquisire una quadro conoscitivo pressoche’ completo sul vulcanesimo etneo e sull’eccezionale contesto ecologico-vegetazionale che lo accompagna . Uno degli aspetti che ha   maggiormente sorpreso i partecipanti , ha riguardato infatti la prorompente ed inaspettata bellezza della vegetazione pioniera, spesso costituita da specie endemiche , che in forma di pulvini ed altre forme evolutive, allignano tenacemente ad alta quota punteggiando di variopinte macchie di colore le nere superfici dei grandi depositi di ceneri prodotte dalle continue eruzioni. La prof ssa Emilia Poli, ha magistralmente descritto   questo spettacolare patrimonio botanico , che e’ stato ben visualizzato nel corso delle escursioni scientifiche che hanno attraversato l’apparato vulcanico.   L’attivita’ formativa si e’ basata su di una serie di lezioni propedeutiche tenute in “aula”, alle quali hanno fatto seguito   le escursioni di apprendimento, condotte dai medesimi docenti, consentendo in tal modo di perfezionare sul campo le nozioni teoriche , assicurando in tal modo la completa padronanza dei concetti scientifici che erano stati espressi . Tra queste escursioni scientifiche, quella che probabilmente ha suscitato maggiore interesse ha riguardato la discesa lungo un ripidissimo versante nella grande valle del Bove, quasi interamente colmata da un nereggiante mare di lava, attraversando grotte laviche, dicchi , dagale e spettacolari pulvini fioriti di silene, astragalo, e tante altre varieta’ di piante erbacee “pioniere”, molte delle quali endemiche dell’Etna. Un’ altra escursione particolarmente suggestiva ha attraversato la grande pineta di Linguaglossa , avvicinando lungo il percorso spettacolari esemplari di pini ultrasecolari , solcata a tratti dalle colate laviche , che hanno creato grandi varchi nella foresta, lasciando sporgere qua e’ la i mozziconi isolati di alberi bruciati dal magna, testimonianza diretta del continuo contrasto tra le opposte forze della natura, che continuamente distruggono e ricostruiscono la vita sulla Terra. Oltrepassata la pineta l’escursione si e’ inoltrata nel cuore del paesaggio lavico di quota, tra imponenti coni eruttivi , sciare e fratture magmatiche ,percorrendo un paesaggio di grande bellezza e di notevole suggestione che nella sua aspra materialita’ abiotica , ha trasmesso a tutti l’immagine senza tempo dei primordi del nostro pianeta. Il tutto reso ancora piu’ coinvolgente dal cupo rintronare del vulcano che con cadenza regolare proiettava verso il cielo grandi sbuffi di gas e ceneri, interrompendo    l’irreale silenzio dei luoghi. I nostri titolati hanno qui fattivamente percepito la grande forza endogena e primigenia che anima il nostro pianeta , e che e’ all’origine della vita sulla terra. Ma l’Etna e’ anche portatrice di cultura , espressa da un paesaggio antropizzato che alle quote meno elevate e’ stato plasmato dalla millenaria interrelazione tra uomo e forze primordiali della natura, in un continuo susseguirsi di muretti a secco, manufatti a cupola per il ricovero degli armenti e dei contadini, piccoli feracissimi appezzamenti coltivati e vaste estensioni boschive, il tutto modellato sulla irregolare superfiche di antichissime “sciare” progressivamente disgregate dagli agenti atmosferici, dai muschi, dai licheni, dalle piante pioniere e dalla incessante opera dell’uomo. Questo territorio e’ presidiato da un gran numero di altaretti votivi eretti tutela dei coltivi contro le avverse forze della natura che d’improvviso e quasi diabolicamente sono sempre pronte ad ingoiare e distruggere con un fiume di fuoco il lavoro di intere generazioni. L’ultima giornata del corso e’ infatti stata dedicata all’apprendimento dell’atavico e plurimillenario   rapporto tra uomo e vulcano. Una esperto accompagnatore del CAI di Catania ha condotto i partecipanti alla scoperta di tutti gli aspetti, che legano la citta’ al vulcano , la cui scena urbana e’ marcata indelebilmente dalle  perduranti testimonianze della l’imponente colata lavica che nel XVII sec raggiunse   la fortezza federiciana di castel Ursino , fiancheggiando le mura medievali e di qui poi proseguendo verso il mare , inoltrandovisi per oltre 800 metri ; il tutto permeato dal culto tutt’ora vivissimo di Sant’Agata , protettrice dalle eruzioni vulcaniche ma nel contempo espressione di una ritualita’ che tramanda   reminescenze di miti e credenze pagane . Per tutti questi aspetti l’esperienza siciliana e’ stata molto di piu’ di un semplice corso di aggiornamento : si e’ infatti configurata come una profonda     esperienza di vita che ha portato alla riscoperta delle   autentiche dimensioni della nostra esistenza, sgrondandola dai pesanti fronzoli che tutti i giorni ci abbagliano e ci distraggono facendoci perdere il significato del nostro essere sulla Terra. E’ anche stato un grande momento di comunione all’interno del Sodalizio, rinsaldando un senso di appartenenza che ha fatto incontrare soci provenienti da tutta Italia, mettendo a confronto tante diverse esperienze che si sono sublimate all’ombra del gran vulcano , facendo emergere quei grandi valori di solidarieta’ , amore per la natura ,condivisione e di cultura nei quali si riconoscono tutti i soci del Club Alpino Italiano. Il corso si è svolto con la costante presenza del Consigliere centrale referente sia alle lezioni in aula, che alle escursioni/visite, in rappresentanza della Sede Centrale CAI ad indicare l’attenzione e la vicinanza della stessa alle manifestazioni di qualità di rilievo nazionale, che sono un valore per tutto il sodalizio.

Pienamente motivato quindi l’alto patrocinio che UNESCO e la Regione Sicilia hanno ufficialmente concesso a questo Corso del Comitato Scientifico Centrale del CAI.

Un vivo ringraziamento a tutti i docenti e collaboratori che con grande competenza e professionalita’ hanno organizzato l’evento ,condotto le lezioni , partecipando anche alle escursioni:

Antonino Gullotta, Giovanni Scribano – ONCN , Alberto Ghedina, CCCAI referente CSC, Alberto Liberati CSC CAI, Gruppo Regionale CAI Sicilia ,Sebastiano Marino (Cai Catania) Giuseppe De Giorgio (ASE-CAI Giarre) Giuseppe Tornatore (CAI Linguaglossa), Sebastiano Russo (Guida Parco dell'Etna - Guida Alpina) , Salvo Caffo - Vulcanologo, Dirigente responsabile dell’Unità Operativa “Ricerca vulcanologica e Fruizione” del Parco dell’Etna. Stefano Branca - Vulcanologo, Responsabile UF Vulcanologia e Geochimica –INGV-OE (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo) Carmelo Ferlito – Docente di vulcanologia Università di Catania Enza Messana - Geologa, direttrice Riserva Naturale “Grotta di Entella” (CAI Sicilia) Carmelo Bucolo - Biologo, specializzato in biospeleologia, direttore del Gruppo Grotte del CAI di Catania. Andrea Belfiore – Agronomo, vicedirettore del Gruppo Grotte del CAI di Catania. Ornella Cocina - Sismologa, specializzata nell’analisi dei segnali sismici in aree vulcaniche-INGV-OE (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia- Osservatorio Etneo) Pasqualino Cappuccio – Perito elettronico, specializzato nella gestione delle stazioni multiparametriche- INGV-OE (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo) Massimo Cantarero- Geometra, specializzato nella Progettazione e Logistica delle stazioni di monitoraggio, responsabile tecnico del Gruppo DRONI, INGV-OE (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo) Emanuela De Beni- Vulcanologa, monitoraggio attività effusiva e gestione geoportale INGV-OE (Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia-Osservatorio Etneo) Emilia Poli Marchese-già Prof. Ordinario di Botanica Università di Catania, Maurizio Cutuli - Avvocato, Guida Alpina

 

 

Giuliano Cervi, Presidente CSC CAI