Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

Testi di  Guido Peano, direttore del laboratorio carsologico sotterraneo di Bossea. 

1. Il laboratorio carsologico sotterraneo

Il Laboratorio Carsologico Sotterraneo della Grotta di Bossea è stato istituito nel 1969 con finalità di studio, tutela e valorizzazione dell’ambiente carsico. Le attività di ricerca vengono realizzate negli ambiti Idrogeologia Carsica, Meteorologia Ipogea, Radioattività Naturale, Biospeleologia.

Il laboratorio è attualmente gestito dalla Stazione Scientifica di Bossea del CAI di Cuneo e dal Comitato Scientifico Centrale del CAI. I suoi i operatori scientifici e tecnici, appartenenti a diverse sezioni piemontesi e liguri del CAI, svolgono la loro attività a titolo interamente volontario e non percepiscono alcun rimborso per le rilevanti spese sostenute.

Il laboratorio costituisce, per quanto ci consta, l’unica struttura permanente destinata alla ricerca scientifica sperimentale nell’ambito del Club Alpino Italiano, ed un caso forse più unico che raro di sopravvivenza pluridecennale, e in piena attività operativa, di un organismo scientifico basato esclusivamente sul volontariato.

Un verso virgiliano ‘Felix qui potuit rerum cognoscere causas’(Georgiche,II,489), assunto ad emblema del laboratorio, può esprimere efficacemente le motivazioni che hanno ispirato i suoi fondatori e tuttora animano i loro epigoni.

2. La sede delle ricerche

La Grotta di Bossea è stata scelta quale sede del laboratorio per la sua grande valenza naturalistico-scientifica che la rende assai idonea per realizzazione di studi approfonditi in diversi ambiti di ricerca.

Il sistema carsico di Bossea, grandioso acquifero ipogeo di lunga estensione geografica, è assai ricco di acque correnti e percolanti;  presenta aspetti geomorfologici, idrogeologici, tettonici e litologici di grande interesse, una peculiare situazione della radioattività naturale oggi oggetto di studi avanzati ed una eccezionale ricchezza di entità faunistiche specializzate che lo colloca fra i più importanti biotopi ipogei attualmente noti in Italia.

La grotta presenta altresì splendidi aspetti estetico-paesaggistici quali i giganteschi saloni della zona inferiore, il grandioso e pittoresco concrezionamento , il canyon del torrente,  i laghi, le rapide e le cascate, che le conferiscono grande attrattiva. La sua parte inferiore è stata attrezzata nel 1874 per la visita del pubblico.

grottaIl lago Loser

3. L'origine e il primo sviluppo del laboratorio

Il laboratorio di Bossea è stato insediato da una piccola équipe di soci del Gruppo Speleologico Alpi Marittime del CAI di Cuneo, che installarono nella grotta le prime elementari attrezzature scientifiche,

Questo embrione del laboratorio, denominato Stazione Scientifica di Bossea, ha avuto negli anni seguenti una crescita lenta ma continuativa, con il progressivo incremento delle dotazione strumentale e degli indirizzi di ricerca. Nei primi anni di attività ha avuto importanza fondamentale il sostegno prestato da numerosi soci del Gruppo Speleologico nell’installazione delle strutture di base del laboratorio e dei primi strumenti.

Nel primo decennio la Stazione Scientifica di Bossea ha operato assai attivamente nel settore biospeleologico, con la scoperta di molte entità faunistiche ipogee nuove per la scienza e l’acquisizione di importanti conoscenze sul popolamento biologico dell’ambiente sotterraneo.

Nel contempo furono effettuate le prime ricerche idrogeologiche e meteorologiche, con la installazione nel Canyon del torrente di una stazione idrometrica per la misurazione continuativa della portata del collettore del sistema carsico. Fu così possibile la correlazione delle variazioni del regime del torrente con le temperature delle acque e dell’atmosfera, con le precipitazioni esterne e con i dati forniti dalle prime analisi idrochimiche.

4. L'evoluzione dei successivi decenni

A partire dai 1980 la Stazione Scientifica poté usufruire di contributi specifici continuativi, erogati da alcune pubbliche amministrazioni. Ciò consentì un marcato sviluppo della ricerca idrogeologica con l’installazione nella zona superiore della grotta (Canyon del torrente) di un primo laboratorio dotato di vari strumenti per l’acquisizione in continuo di fondamentali parametri fisici e chimici delle acque e della temperatura atmosferica in siti diversi di questo settore della cavità. Di qui in poi ebbe luogo un progressivo incremento della strumentazione ed un parallelo sviluppo dell’attività di ricerca.

Nel 1981 ha avuto inizio una collaborazione continuativa con il Dipartimento Georisorse e Territorio (oggi Dipartimento DIATI) del Politecnico di Torino, tuttora in atto, che ha comportato un forte incremento qualitativo e quantitativo degli studi e delle acquisizioni scientifiche.

Nel 1990 il laboratorio ed il Politecnico di Torino hanno pubblicato un volume di Atti con tutti i risultati dell’attività di ricerca condotta fino al momento..

Fra il 1990 ed il 2013 ha avuto luogo una notevole attività di diffusione scientifica e culturale articolata in 8 convegni e congressi di livello nazionale od internazionale, realizzati in collaborazione con pubbliche amministrazioni od organismi del CAI. A ciò si sono affiancati 6 corsi di formazione o di aggiornamento per gli insegnanti e per gli operatori naturalistici del CAI. Ha inoltre avuto luogo la pubblicazione di diversi volumi di Atti (cinque complessivamente fra il 1991 ed il 2008), relativi ai convegni effettuati.

Nel 1991 la Stazione Scientifica di Bossea ha assunto un suo status autonomo nell’ambito della Sezione CAI di Cuneo, nel ruolo di Commissione Scientifica della medesima.

Nei primi anni ‘90 è iniziata l’installazione, in ambienti collaterali alla Sala del Tempio (zona inferiore della cavità), di un nuovo laboratorio fisico-chimico, più agevolmente accessibile e di capienza adeguata alle nuove installazioni strumentali. Il precedente insediamento è tuttavia rimasto in esercizio come laboratorio avanzato per i rilevamenti idrogeologici e meteorologici nelle zone più remote della grotta, effettuati tramite strumentazione completamente automatizzata.

Nel corso degli anni sono stati inoltre installati in zone diverse della cavità numerosi impianti periferici minori per il completamento della rete di acquisizione dei parametri ambientali.

A partire dall’ultimo decennio del secolo scorso il Politecnico di Torino ha progressivamente affiancato alla strumentazione del laboratorio, in siti differenti della grotta, propria strumentazione di rilevamento dei dati idrogeologici, che ha consentito di monitorare nuove venute idriche di particolare interesse con notevole incremento delle conoscenze acquisite.

Nel 1994 si è aggiunto agli indirizzi di ricerca già in atto lo Studio della Radioattività Naturale nell’ambiente sotterraneo, foriero di importanti risultati nei due decenni seguenti.

Dal 1996 ha avuto inizio una collaborazione continuativa con il Comitato Scientifico Centrale del CAI, promossa dal past-president Claudio Smiraglia e dallo scrivente allora membro del CSC. Tale cooperazione ha avuto sanzione formale nella convenzione stipulata nell’anno 2007 fra la Sede Centrale del CAI e la Sezione di Cuneo, nell’ambito della quale il CSC è divenuto contitolare del laboratorio insieme con la Stazione Scientifica di Bossea. L’organismo ha pertanto assunto la nuova denominazione di Laboratorio Carsologico Sotterraneo di Bossea.

In tale occasione è stata istituita una Commissione di Indirizzo e Programmazione, per l’impostazione nelle grandi linee dell’attività annuale del laboratorio, oggi costituita dai rappresentanti della Stazione Scientifica di Bossea, della Sede Centrale del CAI, della Sezione CAI di Cuneo, del Gruppo Regionale CAI Piemonte e del Politecnico di Torino.

radon2Misurazione puntuale del radon

5. La situazione odierna

Oggi il Laboratorio Carsologico Sotterraneo di Bossea costituisce una sede assai attiva di ricerca carsologica sperimentale, grazie ad innovativi indirizzi di studio e ad installazioni strumentali molto specializzate, ideate e finalizzate per le specifiche esigenze delle ricerche in atto, che hanno fornito conoscenze di grande interesse..

L’attività del laboratorio è sempre realizzata dagli operatori volontari del CAI, in collaborazione con il Politecnico di Torino.

Nei suoi 47 anni di esistenza l’equipe del laboratorio è stata quasi interamente rinnovata, anche ripetutamente, ma sono stati sempre assicurati la continuità degli intenti iniziali ed il carattere totalmente volontario dell’ attività dei suoi operatori.

Nel corso degli anni sono state acquisite altre importanti collaborazioni con diversi organismi scientifici operanti nell’ambito dello studio o della salvaguardia dell’ambiente naturale ed antropico, che verranno citate nel proseguo.

5.1. La ricerca idrogeologica

Il sistema carsico di Bossea, per la presenza di situazioni geomorfologiche ed idrogeologiche diverse nell’ambito del suo esteso sviluppo, costituisce un acquifero campione di grande interesse ai fini dello studio delle circolazioni idriche sotterranee, ben rappresentativo di alcune importanti tipologie di drenaggio, che offre ampie opportunità di ricerca e di ulteriore approfondimento delle conoscenze..

Allo studio delle circolazioni idriche nei grandi dreni si è associato, più recentemente, quello delle circolazioni nei dreni minori e nei microdreni impostati sui reticoli di fratture del massiccio, presenti non solo nei calcari ma anche nelle quarziti molto fratturate e nelle metavulcaniti cataclastiche che li contornano, che erogano al sistema carsico, in specie nelle stagioni secche, significative aliquote della portata complessiva dell’acquifero.

Insieme con il Politecnico di Torino vengono pertanto effettuate indagini a tutto campo, molto precise e dettagliate, sulle differenti tipologie di drenaggio. In queste ricerche viene impiegata strumentazione quasi sempre automatizzata, talora inserita, nel laboratorio principale, in piccole reti telematiche locali.

Un importante progresso nel rilevamento e nella gestione dei dati idrogeologici è stato realizzato dal Politecnico di Torino con l’installazione di un sistema per la trasmissione via cavo dei medesimi ad un elaboratore esterno consultabile via web. L’impianto che già attualmente recapita agli studi dei ricercatori, in tempo reale, dati relativi a parametri diversi rilevati nel torrente e nella Polla delle anatre, potrà essere assai potenziato in futuro con il collegamento a diversi altri strumenti di misura.

La ricerca comporta, oltre allo studio delle caratteristiche geo-morfologiche, tettoniche e litologiche del massiccio, la marcatura delle acque sotterranee con traccianti ottici o chimici per la conoscenza della geografia dei deflussi, ed il predetto rilevamento di una vasta gamma di parametri fisici e chimici delle acque. La correlazione delle acquisizioni ottenute ha fornito importanti conoscenze in merito alle caratteristiche idrodinamiche ed idrogeochimiche delle circolazioni carsiche ed agli assetti strutturali e funzionali dei drenaggi allo studio.

fisicochimicistazione di misurazione parametri fisico-chimici delle acque

5.2. La ricerca meteorologica

Lo studio meteorologico dell’ambiente sotterraneo, causa carenze della strumentazione ed un impegno operativo ridotto, non ha potuto avere applicazioni e sviluppi paragonabili a quelli del predetto settore. Ha tuttavia permesso di acquisire una sufficiente conoscenza della situazione climatica del complesso ipogeo e delle essenziali correlazioni intercorrenti fra il regime del torrente ed i più significativi parametri atmosferici, quali temperatura, pressione, umidità relativa, evapocondensazione, direzione e velocità delle circolazioni aeree, misurati in modo continuativo o soltanto puntuale in alcune zone della cavità.

Inoltre viene condotto da più anni il rilevamento del CO2 atmosferico e lo studio delle variazioni della sua concentrazione in rapporto alla presenza antropica ed al regime del torrente nelle zone inferiore e superiore della grotta.

5.3. Lo studio della radioattività naturale nell’ambiente sotterraneo

Lo studio della radioattività naturale ha trovato nella Grotta di Bossea condizioni ambientali di particolare interesse, essendo il sistema carsico spesso delimitato dalle metavulcaniti, costituite soprattutto da porfiroidi fratturati o cataclastici, con rilevante contenuto in radioisotopi delle diverse serie di decadimento radioattivo. Dal processo di decadimento del 238Uranio deriva il gas 222Radon che diffonde dalle rocce emittenti nelle acque e nell’atmosfera del sistema carsico ed è presente nella grotta in concentrazioni molto interessanti a fini di studio, ma non ancora nocive alla salute degli operatori scientifici e turistici entro determinati e ben noti limiti temporali di permanenza.

Il radon si concentra nell’atmosfera della grotta grazie ad un doppio processo: emissione da parte dei porfiroidi che nella zona inferiore costituiscono la gran parte del pavimento e delle pareti della cavità; trasporto idrico dalla zona allagata e per lunghi tratti completamente sommersa del sistema carsico, situata a monte della grotta, dove si verifica un diretto trasferimento del gas dalle rocce all’acqua, e successivo passaggio dalle acque all’atmosfera nella zona aerata.

La ricerca ha pertanto comportato lo studio della distribuzione e della concentrazione dei radionuclidi nelle diverse tipologie di rocce presenti nella grotta e dei predetti processi di emissione e diffusione del radon nell’ambiente ipogeo. In questo ambito è stata avviata una ricerca d’avanguardia sulle dinamiche di scambio del gas fra matrice rocciosa, acque ed atmosfera nel sistema carsico di Bossea, che può essere realizzata grazie alla disponibilità di una strumentazione innovativa per la misurazione in continuo del radon nelle acque, fornitaci come prototipo dalla casa produttrice (Saphymo GmbH di Francoforte). Nel corso di questa ricerca sono state ottenute nuove interessanti acquisizioni in merito ai rapporti esistenti fra le variazioni del livello di falda nel massiccio e la liberazione e la risalita del radon dalle rocce emittenti, con evidente incremento di questo processo legato all’aumento della pressione delle acque sulle rocce del basamento cristallino.

radonStazione radioattività narturale: misurazione continuativa del radon nelle acque

Gli studi suesposti sono stati e vengono tuttora realizzati tramite collaborazioni periodiche o continuative con diversi organismi scientifici operanti nel settore specifico, quali la Sezione Radiazioni dell’ARPA Valle d’Aosta, il Dipartimento Radiazioni di Ivrea dell’ARPA del Piemonte, il Centro Ricerche Ambiente Marino dell’ENEA di Lerici- S. Terenzo, e nel periodo 2006-2010, la Facoltà di Scienze Nucleari ed Ingegneria Fisica dell’Università Tecnica Ceca di Praga.

Documenti:

Studio del Radon nella grotta di Bossea - Di Arrigo Cigna

5.4. La ricerca biologica

La ricerca biologica ha avuto un rilevante impulso negli anni più recenti, soprattutto nell’ambito sistematico e biogeografico, con la scoperta nel sistema carsico di Bossea di molte entità faunistiche nuove per la scienza. Lo stato dell’arte è esposto nel proseguo da Enrico Lana, responsabile della ricerca biologica del laboratorio:

il laboratorio sotterraneo di Bossea ha curato fin dall’inizio gli aspetti biologici della ricerca carsologica. Angelo Morisi, recentemente scomparso, vi condusse ricerche negli anni ’70 e impiantò nel laboratorio allevamenti di specie provenienti da altre grotte.

Un inventario di 50 specie animali rinvenute nella cavità fu stilato da Morisi nel 1991.

Dopo un decennio di stasi, le ricerche biologiche sono riprese negli anni ’90 con lo studio del ciclo vitale di coleotteri ipogei per poi focalizzarsi su indagini faunistiche del sistema sotterraneo di Bossea.

Il numero delle specie citate per il sistema è raddoppiato e 5 specie nuove per la scienza sono state identificate, di cui 4 endemiche insieme al palpigrade Eukoenenia strinatii.

Dopo una prima sperimentazione nel 2014, si vorrebbe prossimamente allestire una esposizione permanente al pubblico dei principali organismi ipogei viventi nella grotta.

Documenti

La fauna della grotta di Bossea 

6. Le disponibilità economiche

Si è pure già fata menzione delle difficoltà economiche del laboratorio nei primi anni di attività, che hanno limitato l’acquisizione della  strumentazione e rallentato il progresso degli studi. E parimenti del laborioso graduale reperimento delle indispensabili risorse finanziarie presso le pubbliche amministrazioni, progressivamente indotte a sostenere l’attività della Stazione Scientifica dalla valenza delle ricerche effettuate, dalla determinante collaborazione fornita alla progettazione e alla realizzazione della ristrutturazione turistica della grotta, e dall’azione di tutela del sistema carsico dai danni derivanti dalle attività di alpeggio

Ai contributi abbastanza consistenti delle pubbliche amministrazioni si è aggiunto a partire dal 1996 un finanziamento erogato dal Comitato Scientifico Centrale del CAI.

Le disponibilità finanziarie del laboratorio si sono drasticamente ridotte a partire dall’anno 2011, per la cessazione dei contributi delle pubbliche amministrazioni dovuta alla crisi economica. Il finanziamento del CSC, progressivamente implementato, ha tuttavia fin qui consentito la continuazione dell’attività, sia pure con notevoli limitazioni all’acquisto della strumentazione.

7. Le collaborazioni scientifiche

Con l’ottimizzazione della dotazione strumentale hanno contribuito in misura determinante al continuativo sviluppo ed al raggiungimento di ottimali livelli nella ricerca le collaborazioni progressivamente intraprese con diverse istituzioni scientifiche quali in primis il Politecnico di Torino, e successivamente le ARPA del Piemonte e della Valle d’Aosta, il Comitato Scientifico Centrale del CAI, la Facoltà di Scienze Nucleari dell’ Università Tecnica Ceca di Praga ed il Centro Ricerche Ambiente Marino ENEA di Lerici-San Terenzo.

7.1. Politecnico di Torino

La collaborazione del Laboratorio di Bossea con l’allora Dipartimento Georisorse e Territorio del Politecnico di Torino (oggi Dipartimento DIATI) è iniziata nel 1981 ed è stata documentata nel 1983 da un primo comune lavoro di carattere idrogeologico, pubblicato su una importante rivista specializzata.

La collaborazione ha proceduto fattivamente nei successivi decenni anche con la progressiva installazione di strumentazione del Politecnico in alcuni siti della grotta. L’incremento e la specializzazione degli studi hanno prodotto risultati di grande interesse che sono stati documentati e diffusi tramite convegni e pubblicazioni scientifiche In linea generale la cooperazione ha comportato e tuttora comporta la comune disponibilità dei dati rilevati dai due enti tramite le rispettive strumentazioni, e la comune analisi delle informazioni ottenute, con l’obiettivo condiviso di diffondere le conoscenze acquisite fra gli studiosi ed i ricercatori scientifici tramite pubblicazioni, seminari e congressi e la divulgazione in rete dei risultati conseguiti. Gli esponenti del Politecnico di Torino maggiormente impegnati in questa collaborazione sono il Prof. Bartolomeo Vigna nel settore dell’idrogeologia carsica ed il Prof. Adriano Fiorucci nel settore della chimica delle acque.

7.2. ARPA della Valle d’Aosta e del Piemonte

La collaborazione con l’ARPA Valle d’Aosta nello studio della radioattività naturale dell’ambiente sotterraneo, ed in particolare delle dinamiche della concentrazione del gas radon nell’atmosfera e nelle acque del sistema carsico di Bossea, è iniziata nel 1994 protraendosi fino ad oggi ed ha complessivamente comportato l’acquisizione di nuove importanti conoscenze, anch’esse oggetto di diffusione tramite congressi e pubblicazione dei relativi atti. In questa attività di studio si è assai fattivamente affiancato, a partire dal 2011, il Dipartimento di Ivrea dell’ARPA del Piemonte con l’avvio di una nuova direttrice di ricerca i cui primi risultati sono stati presentato nell’anno 2013 al Congresso Nazionale di Frabosa Soprana (La ricerca Carsologica in Italia).

7.3. Università Tecnica Ceca di Praga

Negli anni 2006-2010, ha avuto luogo anche una protratta collaborazione, nello studio del gas radon e dei prodotti del suo decadimento radioattivo, con la Facoltà di Scienze Nucleari dell’Università Tecnica Ceca di Praga, che si è concretizzata in due visite di studio nelle rispettive sedi e nelle rispettive grotte-laboratorio negli anni 2006 e 2009 e nella presentazione di comuni lavori a due congressi internazionali concernenti lo studio del gas radon, svoltisi a Praga negli anni 2007 e 2010. 

7.4. Centro Ricerche Ambiente Marino ENEA

Data da tempo più recente l’importante collaborazione in atto con il Centro Ricerche Ambiente Marino ENEA di Lerici-S.Terenzo in un ambito di ricerca assai specializzato concernente lo studio degli isotopi radioattivi nelle diverse tipologie di rocce inglobanti il sistema carsico di Bossea.

7.5. Comitato Scientifico Centrale del CAI

La collaborazione con il Comitato Scientifico Centrale ha avuto inizio nel 1996, a seguito della partecipazione del Presidente Claudio Smiraglia al  Simposio Internazionale “Grotte Turistiche e Monitoraggio  Ambientale”, realizzato dalla Stazione Scientifica di Bossea che diede modo al CSC di prendere atto della valenza dell’attività scientifica del laboratorio. La collaborazione si avviò l’anno dopo in seguito all’ingresso dello scrivente nel CSC, concretizzandosi nella realizzazione di convegni scientifici e di corsi di aggiornamento per operatori naturalistici e docenti organizzati in cooperazione fra i due organismi, e nel sostegno diretto all’attività di ricerca del laboratorio tramite l’erogazione di un contributo annuo destinato all’acquisizione della strumentazione.

Nell’anno 2007 per iniziativa dello scrivente e del presidente Giorgio Vassena fu stipulata una convenzione fra il CAI centrale e la Sezione di Cuneo, in virtù della quale il CSC divenne contitolare del laboratorio che assunse pertanto la denominazione di Laboratorio Carsologico Sotterraneo di Bossea. Venne in tale occasione istituita una commissione di indirizzo e programmazione composta dai rappresentanti del CAI centrale, del CAI di Cuneo e della Stazione Scientifica di Bossea con il compito di impostare le linee generali del programma di attività annuale del laboratorio.

Nell’anno 2014 la convenzione fu rinnovata con l’inserimento nella succitata commissione anche dei rappresentanti del Gruppo Regionale CAI Piemonte e del Dipartimento DIATI del Politecnico di Torino.

A conclusione di questo excursus storico facciamo rilevare come il Laboratorio di Bossea, in esercizio da quasi 50 anni e sempre in piena attività, costituisca, per quanto ci consta, l’unico organismo destinato alla ricerca scientifica sperimentale operante in modo continuativo nell’ambito del Club Alpino Italiano tramite una propria installazione permanente,  ed un caso più unico che raro di sopravvivenza e costante sviluppo di una istituzione di tal genere basata esclusivamente sul volontariato. 

8. Le attività congressuale e didattiche

A partire dal 1982 IL Laboratorio di Bossea ha affiancato all’attività di ricerca un’attività congressuale, didattica e documentativa che si è concretizzato in otto convegni a carattere nazionale od internazionale, con pubblicazione di sei volumi di atti, e in sei corsi regionali o nazionali di formazione o di aggiornamento per operatori naturalistici CAI e docenti.

Fra i convegni di maggiore successo ricorderò in particolare il Simposio Internazionale “Grotte Turistiche e Monitoraggio Ambientale” (anno 1995),  organizzato in collaborazione con la Provincia di Cuneo; il Convegno Nazionale “L’Ambiente Carsico e l’Uomo” (anno 2003), organizzato in collaborazione con il Comitato Scientifico Centrale del CAI;  il Congresso Nazionale “La Ricerca Carsologica in Italia” (anno 2013) organizzato in collaborazione con il Dipartimento DIATI del Politecnico di Torino.

Fra le iniziative didattiche ricorderò il Corso Nazionale di aggiornamento per insegnanti “Ambiente Carsico ed Ambiente Umano in una tipica valle delle Alpi Liguri”(anno 1998), e il Corso Nazionale di aggiornamento per gli operatori   naturalistici del CAI “Sedimentario e Cristallino nelle Alpi Liguri” (anno 2004),  organizzato in collaborazione con il Comitato Scientifico Centrale del CAI.

Il laboratorio nel suo lungo periodo di attività ha inoltre prodotto un numero rilevante di lavori di ricerca, spesso redatti in collaborazione con altri organismi scientifici, pubblicati su riviste specializzate o presentati a congressi nazionali od internazionali.

9. Organigramma del laboratorio

DIREZIONE: Guido Peano (Stazione Scientifica di Bossea CAI Cuneo)

Carlo Alberto Garzonio (Comitato Scientifico Centrale del CAI)

Bartolomeo Vigna (DIATI Politecnico di Torino)

SEGRETERIA: Rosarita Gili (Stazione Scientifica di Bossea - CAI Cuneo)

GESTIONE ED ELABORAZIONE DEI DATI: Ezechiele Villavecchia (Stazione Scientifica di Bossea - CAI Savigliano) - Rosarita Gili (Stazione Scientifica di Bossea - CAI Cuneo)

INFORMATICA: Michele Pregliasco (CAI Savona)

IDROGEOLOGIA: Bartolomeo Vigna – Guido Peano – Ezechiele Villavecchia – Davide Cassini (CAI Bordighera)

METEOROLOGIA: Ezechiele Villavecchia - Guido Peano

RADIOATTIVITA’ NATURALE: Guido Peano - Ezechiele Villavecchia – Enrico Lana – Patrizia Diani ( CAI Savona) - Bartolomeo Vigna – Alessandro Pastorelli (Speleo Club CAI Sanremo)

BIOSPELEOLOGIA: Enrico Lana (Stazione Scientifica di Bossea - CAI Cuneo - AGSP)

RILEVAMENTO TOPOGRAFICO: *Renato Sella (Gruppo Speleologico Biellese- AGSP) – Enrico Lana

STRUMENTAZIONE: *Gianfranco Buscatti - *Tiziano Buscatti - *Massimo Castano (IMAS srl)

INSTALLAZIONE DI BASE: Renzo Camerini (CAI Peveragno) - *Mauro Peirone - *Michelangelo Bruno - *Giovanni Racca (CAI Bra)

IMPIANTI IDRAULICI: Alessandro Pastorelli - *Stefano De Villa (Gruppo Speleo – Torrentistico CAI Bordighera) – Massimiliano Rubattu (Speleo Club CAI Sanremo)

L’organigramma comprende sia gli operatori permanenti che i collaboratori saltuari contrassegnati nell’elenco con un asterisco. 9

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Come si può facilmente constatare concorrono all’attività del laboratorio ricercatori e tecnici provenienti da diverse sezioni CAI del Piemonte e della Liguria. Questo carattere intersezionale dell’équipe testimonia il diffuso apprezzamento e la forte attrattiva del laboratorio in una vasta area geografica, anche nei confronti degli appartenenti a sezioni notevolmente distanti dalla sede dell’attività di ricerca.

Ciò sta trovando ulteriore riscontro nella collaborazione fornita da equipe di soci dello Speleo Club CAI Sanremo, del Gruppo Speleo Torrentistico CAI Bordighera e del Gruppo Grotte CAI Savona nella realizzazione di alcuni importanti interventi strutturali nell’ambito del laboratorio. 

 

10. Pubblicazioni e notizie del laboratorio

Elenco pubblicazioni del laboratorio carsologico di Bossea

Notizie dal Laboratorio Carsologico

 

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