Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

Responsabile del progetto: Carallo Sara

L’area geografica d’indagine è la Valle del fiume Amaseno, situata nella Regione Lazio, tra la provincia di Latina e quella di Frosinone. L’area si presenta come una piana di origine alluvionale modellata dall’azione del fiume Amaseno ed è delimitata dal sistema subappeninico laziale dei massicci calcarei dei monti Le-pini e Ausoni.

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Responsabile progetto: Duglio Stefano

Il progetto si sviluppa in Valle Soana, vallata della Provincia di Torino e principalmente nel Comune di Valprato Soana che, con i suoi 110 abitanti, una superficie di 7.157 ha (di cui 684 ha di Superficie Agricola Utilizzata) e un indice di marginalità socio-economica di -0,424, può essere considerata un’area marginale delle montagne piemontesi.Il progetto si sviluppa in Valle Soana, vallata della Provincia di Torino e principalmente nel Comune di Valprato Soana che, con i suoi 110 abitanti, una superficie di 7.157 ha (di cui 684 ha di Superficie Agricola Utilizzata) e un indice di marginalità socio-economica di -0,424, può essere considerata un’area marginale delle montagne piemontesi.

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Responsabile del progetto: Trentini Michele

Il progetto intende documentare e raccontare attraverso i metodi dell'antropologia visuale e del cinema documentario, le storie, le competenze e i punti di vista di giovani che animano due piccole realtà aziendali legate al mondo della produ-zione lattiero casearia (malghe, caseifici turnari o latterie sociali) in due diverse località dell'arco alpino, per valorizzarne e promuoverne il lavoro, la qualità dei prodotti e i territori di appartenenza.

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Responsabile progetto: Marta Pascolini

Il presente progetto di ricerca-azione si inserisce nel contesto del più ampioIl presente progetto di ricerca-azione si inserisce nel contesto del più ampio progetto denominato "A casa di chi resiste", in fase di attivazione e realizzatodall'associazione ISOIPSE in partnership con l'Università di Udine - Dipartimento diLingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società.

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Responsabile del progetto: Annalisa Salese

Il presente progetto (2° anno di attività) consegue e sviluppa un’esperienza positiva già realizzata e coronata da successo in precedenza. La ricerca sul lupo irpino (finanziata in parte an-che dal Gruppo Terre Alte del CSC del CAI) ha dato vita ad un libro (il lupo irpino, edito da Artstudio Paparo nel 2016 per con-to dell’Ente Parco Regionale del Partenio) ed un documentario (45 min. titolo: Il lupo Irpino).

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Responsabile del progetto: Angelucci, Diego E.,Carrer, Francesco

Il progetto ALPES nasce nel 2010 e ha come scopo lo studio del rapporto uomo-ambiente nelle alte quote, con particolare riferimento all'utilizzo delle aree montane a fini pastorali e della loro evoluzione nel tempo. Il progetto si concentra su un'area campione della Val di Sole (TN), corrispondente ai pascoli dei paesi di Ortisé e Menas, nelle valli Molinac e del Porè, tra ca. 1800 e 2500 m di quota.

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Responsabile progetto: Carlo Natali

Fino dai tempi antichi le aree montane sono state oggetto di colonizzazione umana. Infatti,pur in presenza di severe condizioni ambientali e fisiografiche, esse potevano offrire importanti risorse per il sostentamento, quali la disponibilità di acqua, la presenza del bosco con le diverse specie di areale e i suoi prodotti, le praterie per il pascolo, ecc..

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Riccardo Scotti (b,c), Paolo Gallo (b), Alessandro Galluccio (b), Francesco Rota Nodari (a), Martina Aiello (a), Renata Vezzoli (a), Francesco Polinelli (a), Federico Frassy (a), Marco Gianinetto (a)

(a) Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito, Politecnico di Milano, via Ponzio, 31, 20133 Milano

(b) Servizio Glaciologico Lombardo, Milano

(c) Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali (BiGeA), Università di Bologna

Riassunto

Molti ghiacciai Boliviani non sono ancora stati studiati e oggi non hanno un programma di monitoraggio. Questi rivestono però un ruolo importante per la comprensione dell’entità dei cambiamenti climatici globali e locali ma, soprattutto, rappresentano un’importante riserva idrica per milioni di Boliviani.

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Relazione 2018 - fotografie

Responsabile progetto: Luca Peliccioli

Sono finora più di cinquecento le fotografie finora inviate al progetto «StambeccoOrobie 2018»promosso e organizzato dalla Sezione di Bergamo del Cai, seconda edizione del progetto lanciato lo scorso anno in occasione del 30° anniversario della reintroduzione dello stambecco sulle Orobie bergamasche.

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Il CAI a Canossa

Pochi sono a conoscenza  che uno dei piu’ noti  luoghi storici italiano  e di maggiore notorieta’ internazionale esiste  grazie all’impegno del Club Alpino. Italiano  Fu infatti grazie alla iniziativa  del Alpinisti del CAI che nel lontano 1877  furono avviati gli scavi archeologici che portarono alla riscoperta  dell’antico castello di Canossa  e poco dopo condussero alla fondazionei del Museo Nazionale, tutt’ora esistente. Gli scavi furono diretti  da uno dei piu’ eminenti archeologi italiani, che era anche dirigente del CAI:Gaetano Chierici, fondatore delle moderne scienze paletnologiche. Tale circostanza non costituiva tuttavia una eccezionalità per il CAI che  sin dalla sua fondazione nel 1863 annoverò tra i suoi  associati molti dei più importanti scienziati italiani, in pieno rispetto dei dettami istitutivi del Sodalizio, che all’art 1 cita espressamente che  la ricerca scientifica nelle montagne costituisce uno dei fondamenti del Club Alpino. Gli “alpinisti” del CAI  non soltanto  condussero a Canossa importanti campagne di scavo, ma anche  vi realizzarono  un rifugio per assicurare  l’adeguato alloggio dei soci impegnati nella ricerca. Sempre per impegno del CAI lo Stato  acquistò in quegli anni tutta l’area del Castello , procedendo poi a realizzarvi  un museo nazionale per accogliervi  gli importanti reperti venuti alla luce  a seguito delle esplorazioni;tale museo e’ tutt’ora meta frequentata da numerosi turisti, molti dei quali di provenienza estera.

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I versanti e i ghiacciai del monte Ararat costi­tuiscono un ambiente poco conosciuto dal punto di vista geologico, geomorfologico, vulcanologico, glaciologico e nivologico. La spedizione alpinistico-scientifica - che costituisce seguito alla spedizione 2013 per i 150 anni del sodalizio, con i ragazzi dell’alpinismi giovanile - organizzata e finanziata dal CSC del CAI e dal­le università di Firenze, Milano Statale, Milano Bicocca e Politecnico Milano, svolta dal 18 al 28 luglio 2014, ha coinvolto un gruppo di dieci persone.Tutti soci del CAI, sette ricercatori universi­tari, un tecnico ARPA Lombardia, due medici per la Commissione Medica Centrale.

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