Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

Nei giorni 24 e 25 agosto, nel bacino glaciale dell’Uja di Bessanese nelle Valli di Lanzo (TO), il Comitato Scientifico CAI Ligure Piemontese Valdostano ha organizzato un soggiorno di “formazione alla ricerca scientifica” per otto Operatori Naturalistici e Culturali (ONC) del CAI, guidato da ricercatori del CNR-IRPI (Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica) di Torino. L’incontro, avvenuto all’interno di questo laboratorio a cielo aperto, ha permesso di conoscere obiettivi, metodi e risultati delle ricerche attualmente in corso.

Infatti, dal 2016 (progetti Rist e Rist2), questa area è oggetto di ricerca scientifica e tecnologica in una progettualità coordinata dall'istituto CNR-IRPI di Torino che ha visto come partner di progetto l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, la sezione CAI di Torino, il Rifugio Bartolomeo Gastaldi (2659m) e il Museo Nazionale della Montagna. Questi soggetti hanno scelto il bacino della Bessanese come area pilota per lo studio degli effetti dei cambiamenti climatici sui principali processi morfodinamici degli ambienti glaciali e periglaciali, attraverso tecnologie e metodologie innovative, anche ai fini di una valutazione delle pericolosità che in questi ambienti possono essere presenti.

La collaborazione estesa al Comitato Scientifico CAI LPV ha dunque permesso la realizzazione di queste due giornate in cui i titolati CAI ONC hanno affiancato i ricercatori del CNR IRPI. Insieme, da punti panoramici e con brevi escursioni, si è proceduto inizialmente alla comprensione della geologia e geomorfologia del bacino glaciale della Bessanese e al riconoscimento delle principali forme glaciali e periglaciali presenti. Il dott. Guido Nigrelli, ricercatore CNR IRPI responsabile scientifico del progetto di ricerca, ha quindi condotto i partecipanti sui siti ove è collocata la strumentazione scientifica per il monitoraggio del bacino glaciale e illustrato i dati che hanno raccolto in questi ultimi anni. Hanno suscitato particolare interesse i sensori di temperatura, posizionati all’interno delle rocce su litotipi diversi e in condizione di esposizione differente: le escursioni di temperatura su base giornaliera, stagionale, annuale sono infatti responsabili di cicli gelo/disgelo che comportano crolli di pareti rocciose e le variazioni collegate ai cambiamenti climatici stanno attivando questi processi a quote sempre maggiori.

Questa esperienza è stata dunque funzionale ad una formazione specialistica di titolati CAI del Comitato Scientifico, già Operatori Naturalistici e Culturali, che con la loro partecipazione hanno costituito un gruppo di lavoro specifico. L’obiettivo principale è la divulgazione scientifica all’interno del sodalizio del CAI, per permettere la stessa esperienza a tutti i soci del CAI che desiderano approfondire le proprie conoscenze sulle montagne ed in modo particolare le trasformazioni che i cambiamenti climatici stanno generando in alta montagna in questo periodo storico. Di forte spinta motivazionale è stata, proprio nei locali del vecchio Rifugio Gastaldi, la suggestiva visita fatta al piccolo museo sulla storia dell’alpinismo nelle Valli di Lanzo, voluto dalla sezione CAI Torino nel 1983 come “sede staccata” del Museo Nazionale della Montagna di Torino: esempio e suggestione di rifugi come luoghi della cultura.

Infatti, il Rifugio Gastaldi, per il ruolo tecnico e divulgativo che sta svolgendo in questo progetto, è un contesto interessante di presidio culturale anche per la frequentazione turistico-scientifica di questo ambiente: escursionisti e ricercatori si incontrano e si mischiano negli spazi e nei momenti di vita del rifugio. Per esempio, se aveste modo di salire in rifugio dal 2 al 6 settembre, potreste incontrare tre studenti universitari impegnati con i ricercatori CNR-IRPI in esperienze dirette di ricerca in montagna, sempre all’interno del progetto Rist2 (i risultati del loro atelier saranno presentati il 6 settembre a Balme: info).

Anche in ambito CAI dunque, la possibilità di interagire con i soggetti istituzionali della ricerca e rendere disponibili queste informazioni è un’occasione reale ed in questo gli Operatori Naturalistici e Culturali possono svolgere un grande servizio, attivando proposte di escursioni scientifiche nel bacino glaciale della Bessanese per tutte le sezioni CAI interessate, già a partire dal prossimo anno. Per contattare gli ONC componenti del gruppo di lavoro potete scrivere alla mail della segreteria del Comitato Scientifico CAI Ligure Piemontese Valdostano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per avere invece maggiori informazioni sul progetto di ricerca coordinato dal CNR IRPI di Torino nel bacino glaciale della Bessanese: http://geoclimalp.irpi.cnr.it/index.php/it/progetti/rist-project-2

Per vedere le immagini della webcam del progetto posizionata sulla cresta della morena che permette l’accesso allo Spigolo Murari, via di salita alla Bessanese: https://bessanese.panomax.com/

 

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