Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

La mostra del Club Alpino Italiano per la difesa e la catalogazione dei segni dell’uomo nelle Terre Alte.

Per ovviare alla perdita di irripetibili e riconosciute testimonianze storiche, nel 1991, è stato costituito il “Gruppo di lavoro per lo studio dei segni dell’uomo nelle Terre Alte”, formato da esperti interdisciplinari e rappresentanti del Comitato Scientifico Centrale e delle Commissioni Tutela Ambiente Montano, Alpinismo Giovanile ed Escursionismo del Club Alpino Italiano, la cui impegnativa attività è stata documentata attraverso la divulgazione di prodotti espositivi, didattici ed editoriali.

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sul Monte Terminillo (Rieti) - m 2108

Raggiungibile attraverso un sentiero e fino a qualche tempo fa anche grazie ad una seggiovia, è il primo rifugio alpino costruito sul Massiccio del Terminillo, voluto dalla sezione di Roma del Club Alpino Italiano. Nel 1900 viene realizzato il prefabbricato in legno, su disegno dell’ingegner Carlo Ignazio Gavini e presentato ufficialmente all’Esposizione Internazionale di Parigi, dove ottiene la medaglia d’oro anche grazie all’ambientazione: in mostra figuravano gli acquerelli del noto pittore Antonino Calcagnadoro e i manichini di alpinisti con gli indumenti montani e le loro attrezzature.

 

 

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Sul Monte Terminillo (Micigliano, RI) - m 1820

Il Rifugio è intitolato ad Angelo Sebastiani (Rieti 1912 - 1944), alpinista e uno dei più forti sciatori della città, ucciso a soli 32 anni per mano dei tedeschi. Anche gli altri suoi due giovani fratelli Mario e Gino erano stati valenti atleti, ugualmente seviziati e trucidati dai nazisti in ritirata nei pressi del Lago di Ripasottile. Erano stati accusati dalle SS di aver ospitato alcuni ufficiali inglesi e di essere perciò dei partigiani. 

 

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Val Canali, Comune di Tonadico TN - m 1630

Il Rifugio Treviso (in origine Canalihütte) viene inaugurato il 30 giugno 1897, con una cerimonia organizzata dalla sezione di Dresda del DOeAV, che lì aveva scelto di erigere una capanna alpina. La prima pagina del registro ad uso dei viaggiatori riporta: La topografia del territorio circostante è assai oscura; (…) Forse giammai piede d’alpinista toccò quel territorio.

 

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Alta Val Fiorentina, loc."Malga Durona", Comune di Borca di Cadore, 1918 m.

 Il Città di Fiume è l’unico rifugio alpino intitolato alla Città di Rijeka (Fiume), per ricordare i fiumani in esilio dall’Italia. È Stato inaugurato il 20 settembre 1964 è di proprietà della sezione di Fiume che dal 2012 è diventata sezione particolare del Club Alpino Italiano.

La città di Fiume si trova in Croazia ed è la principale città del Golfo del Quarnero (terza della Croazia), ad est della penisola istriana, dal 1924 al 1943 fece parte del Regno d’Italia ed ancora oggi una buona parte della popolazione è di madrelingua italiana.

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Vette Feltrine - Loc. Cesta, Passo delle Vette Grandi - m 1993

Il rifugio è dedicato al geologo Giorgio Dal Piaz (1872-1962), di origine feltrina, professore dell’Università di Padova e autore di studi pionieristici sulle Vette Feltrine, fu costruito dai soci-volontari della sezione CAI di Feltre negli anni 1962-63. Il promotore dell’opera fu l’allora presidente del sodalizio Walter Bodo morto il 19 marzo 1963, non lontano da qui, durante un sopralluogo alla struttura quasi ultimata.

Il rifugio Dal Piaz, per l’entusiasmo e la tenacia profusi dai soci pur tra molte difficoltà, è la più completa espressione di sinergia nel sodalizio feltrino.

Il terreno dove sorge il rifugio è stato comprato dal Comune di Sovramonte e apparteneva al territorio di Malga Vette Piccole che comprendeva il M. Cesta e il Coston de le Vette; più ad ovest lo stesso pendio, dalla cima delle Vette Grandi alle Boete era proprietà di Malga Vette Grandi.

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Passo Volaia, Comune di Forni Avoltri (UD) - m 1955

Il Tenente Ruggero Dialtrik Lambertenghi (Tripoli, 1884 – Rigolato, 1915) fece parte del plotone dell’81a compagnia che aggirò le posizioni austriache del Passo Volaia consentendo la presa da parte delle truppe italiane. Nell’azione rimase gravemente ferito e fu pertanto trasportato all’ospedale di Rigolato dove morì a causa delle gravi lesioni. Il Tenente Gino Romanin di Forni Avoltri (1892 - 1929) fu medaglia d’argento al Valor Militare, per gli eroici episodi che lo videro protagonista sul M.te Tondarecar (Altopiano di Asiago), nonché Grande Invalido di guerra e primo Podestà di Forni Avoltri. Il rifugio fu fondato da Antonio Del Regno (ex-finanziere) che negli anni ’20 gestiva un ristoro ricavato dai ruderi della Grande Guerra per poi costruire il rifugio in muratura dal 1929 al 1935. Il rifugio fu poi acquistato dal Comune di Forni Avoltri alla fine degli anni ’70 che lo ristrutturò successivamente nel 1982 e nel 2002.

 

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al Pian della Palù –Costa Volpino (BG) - m 1608

l Rifugio è intitolato a Leonida Magnolini, Medaglia d’Oro al valor Militare. Leonida Magnolini nasce a Edolo (BS) il 16 luglio 1915, nel novembre del 1934 inizia a Bra (CN) il corso di allievo ufficiale di artiglieria alpina terminandolo a Gorizia nel 1936. Gli avvenimenti precipitano, il sottotenente Magnolini viene richiamato e prende parte alla campagna del fronte occidentale. La notte del 26-1-1943 a Nikitowka è ferito mortalmente. Per il suo sacrificio gli viene conferita la M.O. al valor militare alla memoria.

 

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Forcella Morarêt, Comune di Paluzza (UD), m 2111

Giovanni Marinelli, geografo e cartografo alpino, fu fondatore nel 1874 della Sezione Friulana del Club Alpino Italiano divenuta poi Società Alpina Friulana che lo ebbe presidente già prima della sua costituzione e che diresse per oltre vent’anni. Olinto, figlio di Giovanni Marinelli, fu avviato dal padre agli studi naturalistici divenendo anch’esso geografo.

Il rifugio nacque nel 1901 come semplice ricovero alpino per volontà di Giovanni Marinelli sulla spinta europea, che vedeva la costruzione di ricoveri alpini quali punti d’appoggio, da parte delle associazioni alpine europee da poco fondate. A seguito della morte di Olinto la S.A.F. deliberò che il ricovero avrebbe portato il nome del padre e del figlio, in ricordo della loro feconda opera cinquantennale di propaganda alpinistica. Successivamente il ricovero venne ampliato nel 1927 (passando alla denominazione di rifugio) e nel 1974, fino alla recente ristrutturazione del 2001.