Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

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Colere - Val di Scalve - Parco Regionale - Orobie Bergamasche SIC della Presolana - Lago del Polzone - m 1939

Il Rifugio Albani si trova alla Conca del Polzone, in alta Val di Scalve, con bella vista della parete nord della Presolana e del sottostante abitato di Colere. Passare una notte al Rifugio Luigi Albani signifi ca assaporare da vicino il fascino magnifi co che le pareti della Presolana sono in grado di trasmettere.

 

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Champdepraz - Valle Chalamy - m 2200

nell’alta valle del torrente Chalamy, all’interno del Comune di Champdepraz. È raggiungibile da diversi sentieri e i più conosciuti sono quelli che salgono da Champdepraz e Champorcher. Di proprietà dell’imprenditore Luigi Berger, la struttura è stata costruita nel 1994 sulle rovine di un vecchio alpeggio.

 

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Pian dei Resinelli - Gruppo della Grigna Meridionale - 1426 m

Sotteso tra la Grigna Meridionale ed il Monte San Martino e, fra il Lago di Lecco e la Valsassina. Venne realizzato nel 1911 per volere della Sezione milanese del Club Alpino Italiano, che ancor oggi ne è la proprietaria. Il terreno su cui sorge fu ceduto dal dottor Carlo Porta di Milano, nipote del famoso poeta milanese, che volle altresì donare l’esteso bosco di querce che lo circondava.

 

 

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Passo Cuvignone - Alpe di Cuvignone - Valcuvia - 977 m

Il Rifugio Adamoli è situato nella parte N della Provincia di Varese, lungo la sponda del Lago Maggiore, a una altitudine di 977 m, a breve distanza dal Passo del Cuvignone e in prossimità dei rilievi del Monte Nudo - Monte la Teggia. Il Rifugio era, in origine, un edifi cio rurale dell’Alpe di Cuvignone utilizzato come cascina.

 

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Monte Rapina - Maiella settentrionale - 2175 m

Il rifugio è intitolato a Paolo Barrasso, biologo, collaboratore del Corpo forestale dello Stato, tragicamente scomparso nel 1991 durante una delle sue innumerevoli perlustrazioni nel territorio che tanto amava e dove aveva scelto di vivere. Il biologo curava i progetti scientifi ci delle Riserve naturali della Maiella gestite dalla Forestale. Grazie al suo impegno nacque a Caramanico il Centro visitatori della Valle dell’Orfento, che oggi porta il suo nome e che costituisce una perfetta sintesi delle emergenze naturalistiche e archeologiche dell’intera Maiella, meta per i turisti ed i ricercatori che visitano questo territorio.