Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

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VARALLO, 16 OTTOBRE -MILANO, 24 OTTOBRE - VAL VOGNA, 25 OTTOBRE 2015. A cura di Roberto Fantoni, Riccardo Cerri e Piero Carlesi Matteo Rivoira e Federica Cusan - CAI sez. di Varallo, commissione scientifica "Pietro Calderini" ; CAi sez. di Milano, commissione scientifica "Giuseppe Nangeroni"

Il patrimonio culturale di un territorio e della comunità che lo abita si compone di una pluralità di elementi materiali e immateriali che ne definiscono l’identità profonda. Una ricchezza collettiva tradizionalmente trasmessa di generazione in generazione soprattutto attraverso l’oralità, da sempre fonte principale del perpetuarsi della conoscenza popolare. Ma lungo i pendii delle nostre montagne lo spopolamento che hanno vissuto paesi e borgate, in particolare nel corso del secolo passato, con l’avvento della modernità e dell’industrializzazione, ha profondamente minato la conservazione degli antichi saperi nel tempo.

 

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relazioni presentate nella sessione L’oro del  Monte Rosa del convegno L’attività mineraria nelle Alpi. Il futuro di una storia millenaria. XXVI edizione degli Incontri Tra/Montani. 23-25 settembre 2016 - Gorno (BG). A cura di Riccardo Cerri e Roberto Fantoni CAI sez. di Varallo, commissione scientifica "Pietro Calderini"      

Il convegno Le miniere delle Alpi. Il futuro di una storia millenaria, organizzato a Gorno (23-25 settembre) dalla rete degli Incontri Tra/Montani e dall’Ecomuseo di Gorno, ha affrontato la storia delle coltivazioni minerarie nelle Alpi.

 

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Di Roberto Fantoni  - CAI sez. di Varallo, commissione scientifica "Pietro Calderini",  articolo pubblicato in Raiteri C. (207) - I 150 anni della sezione di Varallo del Club Alpino  Italiano. CAI Varallo.

Nel discorso pronunciato: "Per l’inaugurazione d’un Museo di Storia Naturale e d’una sede di soccorso al Club Alpino Italiano fattasi in Varallo nei giorni 28 e 29 settembre 1867", Pietro Calderini asseriva che l’alpinista non era solo colui che "ascende le ardue cime de’ monti solo per deliziare gli sguardi in un vasto e magnifico orizzonte […] nell’unico scopo di rafforzarsi le membra, o di rinfrancare la salute, o di respirare una boccata di purissima aria", ma anche chi osserva con attenzione la natura per allargare il suo sapere, chi intraprende faticosi viaggi "per studiare le epoche dei terreni che percorre, la natura delle rocce che incontra, le erbe e i fiori che gli si parano davanti, i rettili che strisciano sotto i piedi e gli uccelli che gli svolazzano intorno".