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Il lupo

Il lupo presenta mantello folto, variabile dal marrone-antracite al marrone chiaro; a volte può essere nero, bianco, fulvo o beige. Il torace è sempre marrone chiaro.

Caratteristica rispetto al cane domestico è la mascherina di colore bianco crema, che si estende attorno alle labbra superiori ed inferiori.

L’odorato è il senso più sviluppato, l’udito è eccezionale, mentre la vista è meno acuta rispetto ad altri predatori, sebbene molto efficiente durante la notte

lupo

I lupi - a differenza di altri grandi carnivori come la lince e l’orso, che conducono vita solitaria - vivono in branco, generalmente costituito da un gruppo familiare. Il branco è una complessa struttura sociale, che occupa e difende una porzione di territorio in maniera stabile ed esclusiva, dove la caccia, l’accoppiamento, l’allevamento della prole e la difesa del territorio sono svolti in maniera solidale.

Al vertice di queste unità familiari si trovano un maschio e una femmina dominanti (detti alpha, essendo i genitori capostipiti del branco) che sono monogami e in genere sono gli unici a riprodursi all’interno del branco.

Il sistema di comunicazione vocale dei lupi è piuttosto complesso ed articolato e comprende: l’ululato, l’abbaio, i guaiti e gli uggiolii.

Il Lupo è una specie molto adattabile: l’areale originario si estendeva su tutta l’Eurasia e l’America settentrionale, spaziando in una notevolissima varietà di ambienti ed habitat naturali, dalla tundra al deserto, purché con una buona popolazione di ungulati selvatici.

La crescente competizione con l’uomo ne ha però lentamente ridotto l’areale, portandolo in molte zone all’estinzione.

In Italia, i lupi sono stati sterminati sulle Alpi nel primo ventennio del XX secolo; per decenni sono rimasti confinati in alcune aree dell’Appennino, con una popolazione in declino fino agli anni ’70, quando venne stimata la presenza di un centinaio di individui.

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Dagli anni ’70 si è fortunatamente assistito ad una lenta ripresa, dovuta a diversi fattori (in parte descritti nel pannello n°1), ma soprattutto all’elevata adattabilità ecologica di questo animale, capace di riuscire a vivere in qualsiasi condizione e di nutrirsi di ciò che trova.

Tutto ciò, unito ad un’elevata capacità di dispersione da parte dei giovani esemplari (riescono a compiere spostamenti di migliaia di chilometri anche attraverso territori sfavorevoli), ha fatto sì che la popolazione lentamente si riprendesse, dapprima su tutto l’Appennino, poi sulle Alpi, a partire da quelle Occidentali sino ad arrivare a quelle Orientali: qui si sta realizzando il ricongiungimento di popolazioni diverse, che da secoli non erano più in contatto (Lupo dinarico, Lupo appenninico, Lupo carpatico). Emblematico il caso del branco della Lessinia, formato da una femmina appenninica e da un maschio dinarico.

La popolazione Alpina è stimata in circa 41 gruppi famigliari, concentrati soprattutto nelle Alpi Occidentali (2014).