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La lince 

La Lince presenta un mantello, dall’importante funzione mimetica, ha una colorazione che può variare dai toni grigi o brunastri a quelli spiccatamente rossicci. Può essere di colorazione quasi uniforme, a volte leggermente striato, ma più spesso maculato.

Caratteristiche tipiche della specie sono i ciuffi apicali di peli neri sui padiglioni auricolari (lunghi da 4 a 7 cm) e le fedine, una sorta di “barba”, costituita da lunghi peli bianchi, che ne incorniciano il muso.

linceGli arti sono relativamente lunghi e le zampe grandi e pelose, per facilitarne lo spostamento su terreno innevato (galleggiamento) e quindi la caccia nel periodo invernale. Le unghie sono retrattili.

L’accoppiamento avviene in marzo-aprile.

Gli incontri tra i due sessi sono infatti rari al di fuori del periodo riproduttivo.

La lince è un carnivoro stretto che si nutre quasi esclusivamente di animali cacciati attivamente.

La dieta si compone prevalentemente di ungulati, quali: capriolo (sua preda elettiva nelle zone alpine), camoscio, cervo, muflone; oltre che di lagomorfi (prede principali delle linci scandinave), volpi, altri mammiferi di piccola-media taglia e uccelli.

La lince è un tipico abitante delle foreste (dalle foreste di latifoglie mediterranee ai boschi di conifere boreali), poiché il suo modo di cacciare all’agguato necessita di un habitat ricco di nascondigli.

Il felino è un  animale elusivo e vive  solitarie in territori pressoché stabili (muovendosi soprattutto verso il crepuscolo e l’alba), nei quali non tollerano la presenza di altri individui adulti dello stesso sesso.

 La Lince, era presente in tutti i settori boscati adatti alla sua vita dell’emisfero boreale con varie sottospecie.

Nel settore Alpino la scomparsa definitiva della Lince risale all’inizio del XX secolo per i motivi spiegati nel pannello 1. Visto la totale assenza di popolazioni residue in ambienti prossimi alle Alpi si decise di procedere con delle reintroduzioni (con linci carpatiche) operate dall’uomo -in Svizzera (dal 1971 al 1976) e Slovenia (1973)- che furono coronate da un successo, giunto anche oltre le aspettative.

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Da questi due nuclei sorgente anche altri settori alpini videro il timido ritorno del felino. Oggi la situazione non è del tutto rosea visto la contrazione importante delle popolazioni -soprattutto in Slovenia e conseguentemente nelle Alpi Orientali. Per questo motivo si è iniziato un progetto (2014) denominato ULyCA (Urgent Lynx Conservation Action) attraverso il quale vengono poste in atto misure urgenti per la conservazione della lince eurasiatica nelle Alpi Sud-orientali.