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Lo Sciacallo dorato

Il mantello dello Sciacallo dorato è generalmente di colore grigio-rossastro, più folto in inverno e più rado in estate. Il suo aspetto ricorda a prima vista una grossa volpe, ma da questa differisce per la coda più corta e per l’aspetto più massiccio. La sua struttura è simile, semplificando al massimo, a quelle di un piccolo lupo.

Il canide ha abitudini prevalentemente crepuscolari-notturne ed è una specie perlopiù solitaria o che forma piccole unità famigliari.

sciacalloIl suo habitat principale è costituito da aree aperte ricche di nascondigli, ma anche boschi luminosi e non disdegna di avvicinarsi agli abitati.
Lo Sciacallo ha un regime alimentare onnivoro, la sua grande adattabilità e lo spiccato opportunismo alimentare sono le sue caratteristiche vincenti, che ne hanno favorito l’espansione in Europa.
Raggiunge la maturità sessuale nell'anno seguente alla nascita. Si accoppia sul finire dell'inverno e la gestazione dura 63 giorni. Il parto avviene in marzo-aprile; nascono 3-8 piccoli inetti, in tane sotterranee o in nicchie varie.
Come per il lupo anche lo sciacallo emette parecchi vocalizzi come: ululati, abbai, guaiti, ringhi, mugolii, scagni, ecc.

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La specie ha avuto origine in Asia Minore ed ha raggiunto il continente europeo alla fine delle glaciazioni pleistoceniche. Le popolazioni più numerose attualmente si trovano nella Penisola Balcanica ed in particolare in Bulgaria e Romania. Gli sciacalli italiani provengono dalle popolazioni della costa adriatica (Dalmazia) e della Croazia orientale (Slavonia) e da qui a partire da metà degli anni ottanta del ‘900 sono apparsi anche nel settore nord-orientale del nostro paese. Il primo Sciacallo dorato certo per l’Italia è stato abbattuto (scambiato per una volpe) nel 1984 a San Vito di Cadore.

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Interessante dunque la storia della sua espansione, visto che per l’Italia e per le Alpi è un animale nuovo che non era mai stato presente prima e che ha raggiunto questi territori spontaneamente come naturale espansione del suo areale.