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Conflitti tra l'attività umana e il ritorno dei grandi carnivori

Se il ritorno dei Grandi Carnivori è senz’altro un aspetto positivo per l’ambiente naturale e ne rivela le potenzialità, al tempo stesso questa espansione in atto mette in evidenza in maniera forte il conflitto tra questi animali e il mondo rurale e, in parte, con quello venatorio.

La loro presenza nel territorio alpino comporta infatti tutta una serie di problematiche molto complesse da gestire. Principalmente si tratta di danni al patrimonio zootecnico, in seguito alle predazioni di animali al pascolo (bovini, ovini, equini, animali di bassa corte, ecc.), distruzione o danneggiamento di arnie (orso) ed incursioni in terreni coltivati o ai margini degli abitati per sfruttare alimenti di facile reperimento (orso).

LupoScontornatoLa questione è molto spinosa e degna della massima attenzione, dal momento che far impresa nelle Terre Alte è sempre più difficile: pochi ormai investono in questo settore, a causa di ristretti margini di guadagno in rapporto all’impegno nel condurre queste attività.

Si può quindi ben capire come la presenza di questi importanti animali e la loro azione nel territorio, rivolta  inconsapevolmente verso fonti alimentari più facili, comporti una forte competizione e un accentuato malcontento tra chi in montagna vive e lavora.

Al  giorno d’oggi tuttavia la coscienza e la cultura naturalistica sono più sviluppate rispetto al passato e le leggi dello stato ed europee impongono giustamente la protezione di questi animali, la cui importanza ecologica va ben oltre le problematiche citate, per cui si sta cercando di sviluppare una gestione che al contempo permetta la convivenza con le attività umane.

Sono state così adottate una serie di misure concrete quali:

risarcimento del danno a carico di animali domestici allo stato brado, di arnie ed altro
sovvenzioni per premiare le buone pratiche che permettono di evitare il problema
La scomparsa quasi totale di questi animali nelle Alpi per oltre un secolo ha portato ad abbandonare infatti molti dei sistemi storici utilizzati per ridurre l’impatto dei predatori sulle attività umane, che oggi è fondamentale recuperare .

Tra i mezzi attualmente consigliati vi sono:

gregge seguito dal pastore e non lasciato da solo
chiusura notturna del gregge in recinzioni
utilizzo di cani da guardiania
utilizzo di attrezzature di dissuasione acustica ed elettrica
messa in sicurezza di arnie ed altre strutture sensibili

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La gestione del conflitto tra uomo e predatori è punto cardine per la convivenza e quindi la sopravvivenza di queste specie nelle Alpi: solo attraverso il dialogo, la ricerca di soluzioni condivise ed il rispetto sia delle attività umane che degli animali selvatici si potrà raggiungere questo importante obiettivo.