Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

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  • Introduzione di Milena Merlo Pich - Presidente CSER
  • 6 Dal bosco fluviale al suolo lunare di Annalisa Benedetti - CAI Bologna
  • 16 Radicate R - Esistenze di Enrica Mazza - CAI Bologna
  • 22 Appennino bolognese... a ritmo di manarino e sorsi di Beltaine di Benedetta Orsini e Elisa Bianchini - CAI Bologna
  • 32 Sulle tracce della Via Romea Germanica di Mirco Baldini - CAI Cesena
  • 42 La magia della cascata dell’abbraccio di Maria Teresa Castaldi - CAI Imola
  • 50 Alto Appennino Modenese: Monte La Piazza - Canevare di Alessandro Boratto - CAI Modena
  • 60 Tra Castelli e Chiese di Baldassarre Minopoli - CAI Bologna
  • 70 Tra natura e poesia di Giampaolo Nicolosi - CAI Parma
  • 76 Lungo antichi cammini... di Santo Rampulla - CAI Parma
  • 86 Monte Nero di Eduardo Esteban Ferretti - CAI Parma
  • 96 La Lama - Parco Foreste Casentinesi di Chiara Bertelli e Carlo Ravaioli - CAI Forlì
  • 104 Da Borghetto al Castello di Onferno di Chiara Berton - CAI Forlì
  • 112 Monte Barigazzo e Città d’Umbria di Gabriele Nori - CAI Parma
  • 120 Ciclo-trekking nelle terre di mezzo di Laura Benini, Francesco Galli, Giovanni Morelli, Elisa Rovatti - CAI Ferrara e Argenta
  • 152 Descrizione degli Habitat a cura della TAM

 

  • G Corrà, Osservazioni geologiche e geografiche sulla catena del Monte Baldo
  • G.Corra, La formazione della valle Lagarina e le sue morfologie glaciali
  • C.Lasen, Aspetti vegetazionali applicativi: le tipologie forestali
  • F.Prosser, Ricerche botaniche sulla vegetazione periglaciale e sulla flora d'alta quota
  • F.Festi e F.Prosser, La cartografia floristica: problemi e prospettive
  • F.Prosser, Escursione della commissione scientifica del CAI al Lastè di Tolghe

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Seminario nazionale, Atti della stazione scientifica delle Grotte di Bossea.

Per la grandiosa entità dei suoi fenomeni sotterranei e per propizi fattori storici e culturali, la Provincia di Cuneo è sede da molti decenni di una importante attività di studio dell’ambiente carsico, condotta da organizzazioni speleologiche italiane e straniere, dall’Università e dal Politecnico di Torino e dai laboratori carsologici ipogei. In questo ambito riveste notevole rilevanza l’attività di ricerca svolta, a partire dal 1969, dal Laboratorio Carsologico Sotterraneo della Grotta di Bossea, gestito dalla Stazione Scientifica del CAI di Cuneo, dal Comitato Scientifico Centrale del CAI e dal Dipartimento DITAG del Politecnico di Torino.

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Anche in questa edizione delle Lezioni di Cultura Alpina, i massimi esperti del settore accompagneranno i partecipanti in un viaggio di approfondimento della conoscenza di questo argomento parlando di come l’uomo, nel corso dei millenni, ha fortemente caratterizzato il paesaggio friulano. Castellieri e romanizzazione, pievi e castelli, miniere e cave, rogge e canali, dighe e bonifiche, vite e gelso, meccanizzazione agricola, ferrovie, mulattiere, trincee, terminando poi con la ricostruzione post-terremoto: questi e molti altri ancora sono gli argomenti che verranno approfonditi, andando a ricercare anche in ambiente, con tre escursioni diverse, gli elementi paesaggistici più caratterizzanti.

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La Società Alpina Friulana, sin dalla sua nascita (1874) si è sempre posta tra gli obiettivi lo studio delle montagne e della cultura alpina, e la promozione della conoscenza del territorio.
Oggi la Società Alpina Friulana è il punto d’incontro di quanti si interessano alla montagna dal punto di vista scientifico, professionale o come semplici appassionati, cultori, frequentatori e svolge attività di ricerca e divulgazione nel campo della cultura alpina.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione che nell’arco alpino ha la maggiore biodiversità, un patrimonio unico e tutelato da un’ampia rete di aree naturali protette, ma soprattutto un patrimonio che dobbiamo imparare a conoscere per saperlo tutelare maggiormente. Questo corso si prefigge di approfondire la conoscenza della fauna regionale (soprattutto quella dell’ambiente alpino) imparando a riconoscere le specie principali e le relative caratteristiche ed abitudini.

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La Società Alpina Friulana, sin dalla sua nascita (1874) si è sempre posta tra gli obiettivi lo studio delle montagne e della cultura alpina, e la promozione della conoscenza del territorio. Oggi la Società Alpina Friulana è il punto d’incontro di quanti si interessano alla montagna dal punto di vista scientifico, professionale o come semplici appassionati, cultori, frequentatori e svolge attività di ricerca e divulgazione nel campo della cultura alpina.

Il Friuli Venezia Giulia è una regione ricca di biodiversità, con territori naturali molto diversi tra loro, che vanno dall’ambiente lagunare a quello alpino. Le varietà di specie presenti sul territorio rispecchiano questa eterogeneità, creando un patrimonio unico e tutelato da un’ampia rete di aree naturali protette. Il corso, strutturato in sette conferenze e due escursioni in ambiente,  si prefigge di approfondire la conoscenza dei fiori, imparando a riconoscere le specie attraverso lo studio delle loro formazioni di appartenenza.

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Convegno del Comitato Scientifico Veneto Friulano a Pieve di Cadore, 18 novembre 2017 

Nell’ultimo secolo le temperature a livello alpino sono cresciute di circa due gradi centigradi, quasi il doppio della media globale. E sono destinate a crescere ancora e, a quanto pare, sta avvenendo in maniera esponenziale. Anche se pochi gradi possano sembrare un cambiamento insignificante, una differenza di pochi gradi nel territorio alpino sono sufficienti perché la natura subisca un cambiamento decisivo.

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