Comitato Scientifico Centrale
del Club Alpino Italiano - dal 1931

La Società Alpina Friulana, sin dalla sua nascita (1874) si è sempre posta tra gli obiettivi lo studio delle montagne e della cultura alpina, e la promozione della conoscenza del territorio.
Oggi la Società Alpina Friulana è il punto d’incontro di quanti si interessano alla montagna dal punto di vista scientifico, professionale o come semplici appassionati, cultori, frequentatori e svolge attività di ricerca e divulgazione nel campo della cultura alpina.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione che nell’arco alpino ha la maggiore biodiversità, un patrimonio unico e tutelato da un’ampia rete di aree naturali protette, ma soprattutto un patrimonio che dobbiamo imparare a conoscere per saperlo tutelare maggiormente. Questo corso si prefigge di approfondire la conoscenza della fauna regionale (soprattutto quella dell’ambiente alpino) imparando a riconoscere le specie principali e le relative caratteristiche ed abitudini.

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La Società Alpina Friulana, sin dalla sua nascita (1874) si è sempre posta tra gli obiettivi lo studio delle montagne e della cultura alpina, e la promozione della conoscenza del territorio. Oggi la Società Alpina Friulana è il punto d’incontro di quanti si interessano alla montagna dal punto di vista scientifico, professionale o come semplici appassionati, cultori, frequentatori e svolge attività di ricerca e divulgazione nel campo della cultura alpina.

Il Friuli Venezia Giulia è una regione ricca di biodiversità, con territori naturali molto diversi tra loro, che vanno dall’ambiente lagunare a quello alpino. Le varietà di specie presenti sul territorio rispecchiano questa eterogeneità, creando un patrimonio unico e tutelato da un’ampia rete di aree naturali protette. Il corso, strutturato in sette conferenze e due escursioni in ambiente,  si prefigge di approfondire la conoscenza dei fiori, imparando a riconoscere le specie attraverso lo studio delle loro formazioni di appartenenza.

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Convegno del Comitato Scientifico Veneto Friulano a Pieve di Cadore, 18 novembre 2017 

Nell’ultimo secolo le temperature a livello alpino sono cresciute di circa due gradi centigradi, quasi il doppio della media globale. E sono destinate a crescere ancora e, a quanto pare, sta avvenendo in maniera esponenziale. Anche se pochi gradi possano sembrare un cambiamento insignificante, una differenza di pochi gradi nel territorio alpino sono sufficienti perché la natura subisca un cambiamento decisivo.

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VARALLO, 16 OTTOBRE -MILANO, 24 OTTOBRE - VAL VOGNA, 25 OTTOBRE 2015. A cura di Roberto Fantoni, Riccardo Cerri e Piero Carlesi Matteo Rivoira e Federica Cusan - CAI sez. di Varallo, commissione scientifica "Pietro Calderini" ; CAi sez. di Milano, commissione scientifica "Giuseppe Nangeroni"

Il patrimonio culturale di un territorio e della comunità che lo abita si compone di una pluralità di elementi materiali e immateriali che ne definiscono l’identità profonda. Una ricchezza collettiva tradizionalmente trasmessa di generazione in generazione soprattutto attraverso l’oralità, da sempre fonte principale del perpetuarsi della conoscenza popolare. Ma lungo i pendii delle nostre montagne lo spopolamento che hanno vissuto paesi e borgate, in particolare nel corso del secolo passato, con l’avvento della modernità e dell’industrializzazione, ha profondamente minato la conservazione degli antichi saperi nel tempo.

 

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relazioni presentate nella sessione L’oro del  Monte Rosa del convegno L’attività mineraria nelle Alpi. Il futuro di una storia millenaria. XXVI edizione degli Incontri Tra/Montani. 23-25 settembre 2016 - Gorno (BG). A cura di Riccardo Cerri e Roberto Fantoni CAI sez. di Varallo, commissione scientifica "Pietro Calderini"      

Il convegno Le miniere delle Alpi. Il futuro di una storia millenaria, organizzato a Gorno (23-25 settembre) dalla rete degli Incontri Tra/Montani e dall’Ecomuseo di Gorno, ha affrontato la storia delle coltivazioni minerarie nelle Alpi.